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Sul finire dell'800 videro la luce numerose cinte murarie in blocchi ben squadrati e con perfetta isodomia e qualche volta formate da blocchi irregolari, denominate, per lungo tempo, mura ciclopiche. Queste scoperte abbracciavano tutta l'Italia centrale e meridionale e tra queste, nell'area lucana, vennero pubblicate da M.Lacava e da altri studiosi anche quelle di Croccia-Cognato, come le altre rinvenute a Cersosimo, a Raja S.Basile, nell'agro di Muro Lucano, anche queste di Croccia - Cognato furono considerate molto antiche. Si è pensato, come fece il Lacava, di considerarle addirittura di età preistorica, collegate alla vita civile e militare degli Enotri, la prima popolazione conosciuta in questa parte dell'Italia meridionale. In seguito agli scavi di Torretta di Pietragalla,di Serra di Vaglio, di Civita di Tricarico e specialmente di Torre di Satriano, questa datazione così alta fu portata al periodo lucano e precisamente alla seconda metà del IV secolo a.C.. Altri studi più recenti e più approfonditi hanno portato alla conclusione che anche questa fortificazione, come le altre sopra menzionate, dev'essere attribuita a quel personaggio lucano vissuto nella seconda metà del secolo IV e che ha rivestito, a seconda degli avvenimenti, il titolo di arconte o di basileus ed a noi conosciuto con il nome di Nummelos. Dalla fine dell'800 ad oggi è stata restaurata gran parte delle mura che potranno ammirarsi grazie ad un viottolo pedonale sistemato sul lato esterno. Inoltre, sono state portate alla luce alcune sepolture che hanno restituito vasi, suppellettili in ceramica decorata, armi, ornamenti usati dai guerrieri e orpelli femminili. Inoltre, in un anfratto scavato nella roccia sono state rinvenute tracce di bivacchi e ossicini di animali risalenti all'età mesolitica (1.200 - 8.000 a.C.).

Tempa Cortaglia


Nello strato più antico del sepolcreto si sono trovati oggetti di pietra ritoccata o levigata, di tecnica molto progredita, e ceramica di rozzo impasto, che possono risalire all'eneolitico o all' età del bronzo. La ceramica più avanzata, appartenente all' età del ferro, è d'impasto alquanto depurato, e le forme dei vasi, che servivano per lo più da ossuari, sono quasi sempre rotondeggianti o biconiche. Questi ultimi si possono paragonare alla forma tipica dell'ossuario di Villanova. Il confronto topograficamente più vicino è quello con i vasi della stessa forma provenienti da Torre del Mordillo (Cosenza) nel territorio dell'antica Sibari, ma esso deve limitarsi alla sola tettonica del vaso, perché quest'ultima necropoli era a inumazione, e i vasi biconici servivano solo di corredo. Dentro un piccolo cinerario di forma rotondeggiante si trovarono frammenti di ossa tubolari di bambini, e molti sono gli avanzi di sostanza organica carbonizzata rinvenuti nella necropoli.